Climatizzare un ambiente significa regolare temperatura ed umidità dell’aria in modo da ottenere il miglior comfort per chi lo occupa.
Le fasi di regolazione principali: filtrazione,riscaldamento (o raffrescamento) aria, ventilazione, umidificazione (o deumidificazione). La regolazione viene effettuata a seguito di analisi della qualità dell’aria tramite sonde in ambiente.

Quali sono le macchine in ambiente

Diverse sono le tipologie di “terminale” che vengono usate per la climatizzazione:

Caloriferi

I cari vecchi “termosifoni”, utilizzati ancora oggi sopratutto in ambienti domestici. Hanno il vantaggio di occupare relativamente poco spazio, ma la loro disposizione deve essere ben studiata per permettere la corretta diffusione del calore. Nei bagni si usano spesso gli Scaldasalviette, messi a parete ad altezza d’uomo che permettono di asciugare e scaldare asciugamani e accappatoi. Sono ormai questi complementi d’arredo veri e propri, con varie forme e olori. I caloriferi e scaldasalviette non permettono il controllo diretto di umidità ambiente e sono utilizzabili solo nel riscaldamento invernale. Sono tipicamente abbinati a caldaie sia a condensazione che normali (in caso di caldaie a condensazione, per far rendere bene la caldaia, i caloriferi devono essere di maggiori dimensioni)

Riscaldamento a pavimento

Questa tipologia di riscaldamento permette di ottenere un ottimo comfort ambientale in inverno, riscaldando il pavimento a temperatura poco più alta dell’ambiente (26 – 20 °C per una temperatura ambiente di 20 °C circa).L’impianto è composto da un insieme di tubazioni che vengono “annegate nel massetto, pertanto la progettazione e realizzazione deve essere molto accurata. Il pavimento deve essere il più possibile lasciato libero da grossi mobili e tappeti. Sono tipicamente abbinati a caldaie a condensazione, o pompe di calore (in questo caso per raffrescare casa è necessario installare un deumidificatore canalizzato).

Fan Coils (da parete o soffitto)

Da noi conosciuti come Ventilconvettori, sono i terminali classici degli uffici, dove è richiesto un controllo più preciso dei parametri ambientali. Lo stesso terminale può essere utilizzato per riscaldamento in inverno e raffrescamento in estate. L’aria viene filtrata e ventilata meccanicamente, temperatura e velocità possono essere regolati direttamente dall’utente. In estate inoltre il fancoil deumidifica l’aria. Possono essere mobiletti a parete (in alto o appoggiati a terra), oppure nascosti nel controsoffitto e canalizzati. Il fancoil è il terminale più completo per la climatizzazione. Possono essere abbinati sia a caldaie (meglio se a condensazione) sia a pompe di calore.

Split

E’ il termine “volgare” per indicare un fancoil a gas freon con una unità esterna dedicata (pompa di calore). Hanno stessi controlli e regolazioni dei fancoil da ufficio. Sono spesso utilizzati nelle ristrutturazioni in quanto:

  • Sono efficienti (per ogni kilowatt elettrico consumato questi forniscono 3/4 kilowatt in riscaldamento o in raffrescamento)
  • Forniscono caldo e freddo (ormai tutti i condizionatori sono utilizzabili sia in inverno che in estate)
  • Permettono di climatizzare un singolo ambiente (in questo modo si risparmia energia non dovendo climatizzare l’intero appartamento)
  • Sono indipendenti dall’impianto centralizzato (in questo modo non bisogna fare modifiche all’impianto esistente)      Unico vincolo è l’unità esterna, il cui posizionamento può essere difficoltoso per ragioni di spazio o estetici. Per ovviare a questa difficoltà esistono oggi nel mercato alcuni condizionatori con unità esterna integrata; in questo caso dovranno però essere realizzati dei fori sul muro per l’espulsione dell’aria.