LA RISTRUTTURAZIONE ORGANOLETTICA DI PANELLA, IL FORNO DI ROMA

Qual è “il senso” profondo di Panella che è lì da quasi un secolo? Quando sono stata chiamata per
la ristrutturazione, questo è quel che mi sono chiesta. Tutto è cominciato dal pane per la famiglia Panella, anch’io ho cominciato da lì: dall’odore del pane… Ho mirato ad accompagnare quell’odore con il profumo dei colori (sì, anche i colori ce l’hanno) e dei materiali per esaltare la percezione organolettica degli spazi: le tavelle refrattarie usate come
rivestimento “sanno” di forno, i 600 mattarelli “sanno” di artigianalità che non si è persa ma anzi è
la quotidianità di questo posto. È rimasto anche il ferro, sono rimasti gli specchi: ma per lo più
ripensati, ricollocati strategicamente per aumentare la spazialità.
Panella con i suoi sapori antichi, con quel fortunato affaccio su largo Leopardi, che cura con
amore quasi fosse un ulteriore interno sotto il cielo, e con questo riallestimento pensato per
venire incontro alle mutate esigenze dei suoi clienti vuole dimostrare che anche nella
ristorazione veloce si possono coniugare qualità artigianale del cibo e qualità della relazione.
E, in tempi frenetici e digitali, è un obiettivo grandissimo. A questo obiettivo ho cercato di
dare il mio miglior contributo
. Martina Stancati, interior designer