La procedura di VIA è un insieme di:

  • dati tecnico-scientifici su stato, struttura e funzionamento dell’ambiente;
  • dati su caratteristiche economiche e tecnologiche dei progetti;
  • previsioni sul comportamento dell’ambiente e interazioni tra progetto e componenti ambientali;
  • procedure tecnico-amministrative;
  • istanze partecipative e decisionali (partecipazione pubblica);
  • sintesi e confronto fra costo del progetto e dei suoi impatti e benefici diretti/indiretti del progetto.

Nella VIA sono valutati e computati impatti ambientali diretti o indiretti, a breve o lungo termine, permanenti o temporanei, singoli o cumulativi.
La VIA viene effettuata considerando i seguenti fattori ambientali, anche in correlazione tra di loro:

  • essere umano, faunaflora;
  • suolo, acqua, aria, fattori climatici e paesaggio;
  • beni materiali e patrimonio culturale.

La normativa italiana sulla VIA è particolarmente complessa ed articolata anche a scala regionale. La complessità della normativa è legata anche alla predisposizione di frequenti modifiche al Codice dell’ambiente, che prevedono spesso revisioni di parti significative dell’articolato sulla VIA. Questa complessità normativa è d’ostacolo all’efficacia ed all’efficienza delle procedure di VIA in Italia.

La valutazione d’impatto ambientale comprende, secondo le disposizioni normative italiane:
a) lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità (screening);
b) la definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale(scoping);
c) la presentazione e la pubblicazione del progetto;
d) lo svolgimento di consultazioni;
e) la valutazione dello studio ambientale e degli esiti delle consultazioni;
f) la decisione;
g) l’informazione sulla decisione;
h) il monitoraggio ambientale.

Per i progetti inseriti in piani o programmi per i quali si è conclusa positivamente la procedura di Valutazione ambientale strategica (VAS), il giudizio di VIA negativo ovvero il contrasto di valutazione su elementi già oggetto della VAS deve essere adeguatamente motivato